Copiare o creare?
Copiare le soluzioni da altri se si adattano al nostro problema, o cercare soluzioni nuove e personali a rischio di sfondare porte aperte?
Visioni
Tiziano giovane dipinge nel 1510 Concerto Campestre, una scena di piacere probabilmente fisico ma sicuramente artistico, con due uomini vestiti e due donne nude in un parco o nella radura di un bosco. L'uomo riccamente vestito suona un liuto, la donna di spalle un flauto. La donna in piedi prepara un bagno in un sarcofago di pietra. In lontananza arriva un pastore col suo cane. Tutta la metà superiore del quadro raffigura un paesaggio con alberi, case, colline e pianure sotto un cielo nuvoloso. Il quadro ha dato luogo a molteplici interpretazioni allegoriche e discussioni sull'attribuzione, da Giorgione a Palma il Vecchio. Probabilmente è stato cominciato da Giorgione e finito da Tiziano che era suo allievo.
Edouard Manet dipinse la sua celebre Colazione sull'erba dal 1862 al 1863, ispirandosi al Concerto di Giorgione/Tiziano che vedeva al Louvre, e al particolare di una stampa di Marcantonio Raimondi. Manet rappresenta una scena realistica, con due uomini che conversano con una donna del demi-monde parigino (penso alla Nana di Zola) che si è appena spogliata gettando alla rinfusa i vestiti davanti a sé, in procinto di fare un bagno come l'amica in secondo piano. Siamo sulle rive boscose della Senna, in una tranquilla gita fuori porta. Proprio il realismo antieroico e contemporaneo della scena fece molto scandalo, ma aprì la strada alla grande epoca degli Impressionisti.
Le tre figure a destra della stampa del Raimondi, particolare di un Giudizio di Paride da un quadro di Raffaello, sono state riprese da Manet per mettere in posa i suoi personaggi, calandoli dalla mitologia classica nella cronaca a lui contemporanea.
Io ho fatto un'operazione simile a quella di Manet, prendendo il Concerto Campestre e sostituendo ad una ad una le figure con altrettante figure contemporanee, nel quadro digitale Sconcerto campestre, del 2012.
E ho citato il Dejeuner di Manet nel disegno a penna e inchiostri colorati Dejeuner à Rentilly del 2024. Passeggiando nel parco di Rentilly mi ha colpito un gruppo di persone che faceva pic nic sotto l'acero secolare che fa parte dei grandi alberi del parco, e ho voluto accostarci la citazione del gruppo di Manet come eco della memoria di fronte al gruppo attuale, dove ho spogliato l'uomo come parafrasi aggiornata della scena di Manet.
Tutto questo per introdurre il tema del mese: copiare o creare? Copiare fedelmente o trasformare, assimilare, interpretare?
Si dà molta importanza all'originalità delle invenzioni figurative e dello stile artistico, ma nell'arte antica essa non era ritenuta un gran valore, anzi in molti casi era bandita come inutile trasgressione blasfema. Lo dimostrano opere che vengono fatte in modo simile a distanza di secoli, dedicate a funzioni religiose e quindi soggette a rigide prescrizioni (ad esempio, la realizzazione del pavimento marmoreo della chiesa di S. Maria del Fiore di Firenze ha richiesto 160 anni!).
In una visita al Museo Egizio di Torino mi ha colpito vedere pitture della stessa epoca e probabilmente della sterssa mano che nella raffigurazione rituale di divinità o defunti importanti seguono uno stile impersonale con figure fatte accuratamente nello stesso modo, e accanto ad esse frammenti in cui il pittore fa rapidi schizzi per se stesso, che mostrano una sorprendente freschezza e personalità di tratto e di raffigurazione.
Dunque abbiamo da una parte il fare le cose "come si sono sempre fatte" o come hanno fatto persone più importanti di noi, dall'altra il fare le cose "come non è mai stato fatto" o diversamente da come fanno persone importanti e famose.
Al primo caso, che riconosce l'autorità del modello, appartengono il copiare, il rifare nello stesso modo e con le stesse procedure, l'imitare, il trascrivere, il parodiare, il falsificare.
Copie
Le copie sono fatte dallo stesso autore o da un suo allievo, se un quadro è richiesto da un nuovo committente, magari in seguito al successo dell'originale. Basti pensare alle numerose copie di quadri di Leonardo, attribuite a lui stesso o ad allievi di rango come Bernardino Luini, il Boltraffio, il Sodoma.
Altri artisti copiano più o meno fedelmente opere altrui per studiarle, come fece Picasso con la serie di copie e variazioni de Las Meninas di Velazquez.
Altri ancora copiano opere famose per ragioni commerciali, vendendole come copie. Abbiamo numerose copie fatte anche secoli dopo l'originale.
La copia era pratica normale nell'arte romana, se pensiamo che quasi tutte le statue marmoree greche, anche le più famose come il *Doriforo *di Policleto o il *Discobolo *di MIrone, sono copie romane di originali in bronzo fatti da artisti greci anche molti secoli prima.
E dobbiamo ringraziare i monaci copisti medievali che ci hanno tramandato molte opere significative del passato. I filologi trovano preferibili le copie fatte da monaci semianalfabeti, perché non si azzardavano a modificare parole o frasi giudicate inopportune. Quindi la copia doveva essere il più possibile identica all'originale. Se si pensa alle migliaia di copie della Bibbia si ha un'idea del problema filologico del risalire a ciò che "veramente" era scritto nell'originale.
Imitazioni
Alcuni artisti si divertono ad imitare lo stile di altri artisti. Eccelleva nell'imitazione Luca Giordano, che amava stupire i suoi ammiratori con virtuosismi tecnici che gli permettevano di dipingere con grande velocità quadri alla maniera di Raffaello, Durer, Caravaggio, Tiziano, Veronese. Perfino Michelangelo fece l'imitazione di una statua greca per ingannare i dotti del circolo mediceo, che apprezzavano solo l'antico e snobbavano i contemporanei.
Trasposizioni
Spesso le opere famose vengono riprodotte con dimensioni, materiali e tecniche diversi, come vasi, stampe, mosaici. Tutte le grandi pale sugli altari della Basilica di San Pietro a Roma sono riproduzioni a mosaico di quadri oiriginali a olio su tela conservati nei Musei Vaticani, eseguite dalla fine del '500 al '700. La ceramica greca ci tramanda echi della grande pittura perduta di Apelle, Parrasio, Zeusi.
Ma accade anche che il pittore faccia un quadro ingrandendo e colorando a suo piacere una stampa. Fin dal '500 circolavano repertori di immagini a stampa concettualmente simili alle nostre banche di immagini e raccolte di clip art, e venivano usate da pittori come il Bachiacca come modelli per personaggi dei suoi quadri.
Parodie
Il quadro famoso può essere parodiato; l'esempio più eclatante è la Gioconda di Leonardo, di cui esistono innumerevoli parodie, da quella con i baffi di Duchamp a tutto il resto di cui si può avere un'idea digitando "parodie della gioconda" su Google o Pinterest.
Falsi
I falsi sono copie o imitazioni smerciate come originali, quindi sono truffe da codice penale. Celebri sono i falsi Vermeer di Van Megeeren, che ingannarono anche Goering, il potente nazista che si dilettava nel collezionare arte.
Riproduzioni
Le tecnologie riproduttive, dalla stampa di Gutenberg fino ai sofisticatissimi cloni diventati famosi con le prodezze truffaldine di Vittorio Sgarbi, permettono di riprodurre in modo più o meno fedele gli originali. Non sono illecite se è chiara la loro natura di riproduzione. Spesso lo stesso artista produce opere in serie come stampe,m serigrafie o ingrandimenti fotografici, ma fa tirature limitate, numerate e firmate, proprio per evitare riproduzioni illecite.
La riproduzione o l'imitazione di un'opera è anche un omaggio all'artista che l'ha creata. Basti pensare a tutti i pittori caravaggeschi, dalla Gentileschi al Ribera. E gli esempi che ho mostrato qui sopra, rientrano nella citazione rispettosa. O la divulgazione di riproduzioni totali o parziali, che contribuisce a consolidare la fama dell'artsita citato.
Trasformazioni e rifacimenti
La trasformazione che ho fatto del Concerto Campestre consiste nel sostituire gli elementi uno per uno, come avviene nei tessuti urbani dove gli edifici moderni si sostituiscono man mano a quelli più antichi, senza alterare la struttura del tessuto stesso. Ho giocato a carte scoperte rivelando il processo di trasformazione. La mia è un'opera originale in quanto è qualcosa che prima non esisteva, ma è anche una trasposizione dell'antico in linguaggio moderno e rende il dovuto omaggio al modello tizianesco.
Il rifacimento consiste nel rifare un'opera come l'opera/modello, con dimensioni, materiali e tecniche diversi. Lo stesso artista può rifare una sua opera, che diventa un suo marchio di riconoscimento proprio per le numerose ripetizioni e variazioni. Un esempio tipico è Capogrossi, che dal 1947 al 1972 ripete un suo caratteristico segno variandone di poco la struttura e combinandolo in catene, texture, quadri in bianco e nero o a colori piatti, murali, e così via. Io ho ridisegnato quattro variazioni del modulo di Capogrossi, che nei suoi quadri ne ha fatte molte altre per dimensioni, colore e struttura, ma senza mai staccarsi troppo dal concetto di base: una curva attraversata da alcuni segmenti a formare una specie di forchetta.
Dopo aver passato in rtassegna i vari aspetti del copiare, trasformare o rifare qualcosa, vediamo gli aspetti del creare e dell'inventare.
Creare
Creare significa generare qualcosa di nuovo che prima non esisteva, senza basarsi su elementi preesistenti. La creazione è un atto con cui si trae dal nulla un qualcosa che da quel momento comincia ad esistere.
Tuttavia creare veramente dal nulla è impossibile. Qualsiasi processo generativo presuppone che ci sia sempre qualcosa, un germe, un seme da cui nasce qualche altra cosa. Non siamo neanche capaci di pensare ad una cosa che non esiste e non è mai esistita prima. La Chimera è una combinazione di animali esistenti. Il Diavolo assomiglia a un caprone. Perfino Dio è la proiezione di un re, un padre, un giudice, un fulmine. Quindi la produzione di cose nuove può esser fatta solo combinando cose vecchie in modo diverso. "Un libro è fatto di altri libri" diceva Umberto Eco. Movimenti artistici come il barocco, il dada, l'astrattismo, non sono nati dalla testa di qualcuno belli e pronti, ma sono il risultato di processi graduali di trasformazine ed elaborazione di opere e stili precedenti, o di rovesciamenti, rivolte, che presumono comunque qualcosa da rovesciare o da rivoltare.
Esiste però una prima volta in cui si fa o si pensa qualcosa. Duchamp per la prima volta ha esposto come opera d'arte un oggetto qualsiasi, per dimostrare che ciò che qualifica l'opera non è tanto il suo valore intrinseco quanto la sua collocazione in un luogo deputato dell'arte, come la galleria. Man Ray per la prima volta ha pensato di esporre come opera d'arte finita l'imballaggio di una macchina da cucire qualsiasi (L'enigme di Isidore Ducasse, 1920). Christo ha ripreso l'idea dell'imballaggio cambiandone la scala, e arrivando a imballare perfino le coste australiane di Little Bay (Wrapped coast, 1968). Quindi possiamo dire che l'idea di Man Ray è una creazione unica e irripetibile come novità, anche se facilissima da ripetere imballando un oggetto qualunque, quella di Christo è meno originale della precedente ma comunque nuova (nessuno aveva pensato prima di imballare monumenti dell'uomo e della natura) e difficilissima da ripetere.
La creatività, oltre che concentrarsi in un'opera, può distribuirsi in un insieme di opere diverse fra loro ma unite dallo stesso stile, dalla mano dell'artista, dalla gamma dei colori. Questo è ciò che ci fa riconoscere un artista (Giotto o Van Gogh), un suo modo di fare arte che prima di lui non c'era. O uno stile che unifica tante opere diverse e fatte da gruppi di persone, come le cattedrali del gotico fiammeggiante.
Inventare
Inventare significa ottenere qualcosa di nuovo dalla combinazione di elementi precedenti, ricombinati in modo da svolgere funzioni diverse. L'invenzione della ruota consiste nell'osservare oggetti cilindrici come tronchi d'albero che rotolano giù da un pendio e applicarli sotto un carico per spostarlo con fatica minore. Tutto esisteva già, ma nessuno aveva ancora pensato di metterlo insieme.
Thomas Alva Edison è l'inventore per eccellenza. Fra le sue numerose invenzioni le più popolari sono state il registratore di suoni e la lampadina elettrica, che combinano in modo diverso elementi preesistenti per far svolgere loro funzioni che fino ad allora erano ritenute impossibili o impensabili.
Anche in campo artistico i colori ad olio e i tubi di piombo esistevano, ma nessuno aveva pensato di mettere il colore dentro il tubetto per poterlo portare in giro e permettere così la pittura all'aperto dell'ottocento, prima del pittore americano John Rand nel 1841.
Scoprire
Scoprire significa svelare qualcosa che finora era nascosto almeno allo scopritore e alla sua comunità. L'America per esempio esisteva ma era ignorata dall'Europa fino al viaggio di Colombo. Grazie al telescopio, che aveva inventato nel 1609, Galileo scoprì i satelliti di Giove.
La scoperta della diffrazione della luce portò alle teorie da cui nacque la pittura divisionista e puntillista, da Seurat e Signac ai nostri Segantini e Pelizza da Volpedo.
Innovare
Innovare significa introdurre nuove procedure per ottenere risultati più avanzati.
Innovare è l'atto di migliorare o modificare qualcosa che già esiste, per renderlo più efficiente, funzionale o desiderabile. A differenza dell'invenzione che crea qualcosa di nuovo, l'innovazione parte da un prodotto, un servizio o un processo già esistente e lo perfeziona. L'innovazione può essere incrementale (piccoli miglioramenti) o radicale (cambiamenti significativi). L'auto elettrica è un'innovazione rispetto all'auto con motore a combustione interna. Auto e motori elettrici esistevano, la novità è stata metterli insieme.
Lo stesso si può dire per lo smartphone. Fotocamere e telecamere digitali, telefono, internet, interfaccia grafica utente, touch screen, tutto esisteva già, ma nessuno ancora aveva pensato di metterlo insieme in un unico apparecchio da tenere in tasca.
I colori acrilici, inventati ai primi del Novecento da un farmacista tedesco e destinati ad impieghi industriali, rappresentano una notevole innovazione nella pittura grazie a David Alfaro Siqueiros e agli altri muralisti messicani, e poi a Pollock, Wahrol, Lichtenstein e gli altri pittori pop americani.
Copiare o creare?
Arrivati a questo punto, è lecito chiedersi; copiare o creare? Come abbiamo visto, va bene sia copiare qualcosa che funziona o che vale, sia inventare nuove cose, sia combinare copiatura e inventiva trasformando, ricombinando, decostruendo e ricostruendo l'esistente, oppure ricorrere a modelli e archetipi su cui costruire proprie invenzioni.
La nostra cultura penalizza la copia e valorizza l'originale, la cultura orientale ha in grande considerazione la copia e considera l'originale solo un punto di partenza da valorizzare e consolidare proprio attraverso la copiatura tradizionale.
Tuttavia anche nella cultura occidentale gli artisti più grandi non hanno problemi a riconoscere quelli che li hanno preceduti.
Proust diceva che il nuovo non è altro che il dimenticato che ritorna a galla.
In genere l'artista ignorante dice "io non imito nessuno, seguo solo la mia ispirazione". L'artista colto si sente onorato nel riconoscere i suoi maestri. Dizzy Gillespie, quando gli chiesero come faceva a suonare in modo così originale, rispose: "Per tutta la vita ho cercato di suonare come Roy Eldridge, ma non ci sono mai riuscito…"
Le tradizioni iconografiche sono molto forti quando l'arte fa parte di rituali religiosi o mistici, o anche ideologici. Pensiamo alle tre croci sul Calvario, al Natale, alla fuga in Egitto. Tuttavia l'artista riesce a dare la sua impronta e la sua immaginazione anche a queste rappresentazioni canoniche, per cui abbiamo Crocifissioni diverse come quella del Mantegna o del Grünewald (ne La Crocefissione nella pittura di tutti i tempi - Digital Rainbow Productions si può vedere un campionario delle più diverse Crocifissioni), o Natività rappresentate nelle più diverse ambientazioni, da buie caverne fino a luminose rovine antiche (in questa pagina si vedono alcune Natività).
La riproducibilità
Un discorso a parte è la riproducibilità tecnica che permette produzioni in serie e che è stata studiata da Walter Benjamin in un suo celebre saggio, ma il discorso ci porterebbe troppo lontano, per cui lo accenno ripromettendomi di tornarci in altra occasione.
La produzione in serie di oggeti d'arte era praticata già nell'antichità come testimoniano i calchi di statuette per ex voto trovati in prossimità di santuari greci, etruschi e romani. Calchi venivano usati per le antefisse del templi e per la ritrattistica romana.
Xilografie e incisioni su rame vengono usate dal quattrocento in poi. La litografia dal settecento.
Fotografia e fotoincisione dal novecento hanno reso la produzione in serie di immagini un elemento della cultura di massa.
Il segreto
Da una parte nelle antiche botteghe si copiarva liberamente in assenza del copyright, dall'altra le botteghe artistiche e artigiane avevano i loro segreti del mestiere che tenevano gelosamente nascosti e trasmettevano solo di padre in figlio o da maestro ad allievo prediletto.
Spesso l'artista lavora in segreto e nasconde l'opera fino a quando non l'ha finita. O tiene segrete sue ricette di colori e vernici. Il caso limite è la pittura fatta per essere non vista, come le decorazioni all'interno dei sarcofagi egizi, che venivano chiuse e sigillate, il sarcofago chiuso nel profondo della piramide, e munito anche di un sortilegio per impedire che la tomba sia violata.
Soluzioni
In collaborazione con l’assistente AI Gemini ho visualizzato creatività e proceduralità per risolvere problemi n uovi o ricorrenti.
Nel problem solving, se non sai come risolvere, usa una soluzione precedente o trovata da altri, ma non ti ci affezionare: se funziona, bene, altrimenti cambiala. Insistere con le solite soluzioni, se il problema non si risolve, è controproducente.
Copiare è meno costoso che innovare, ma chi inventa può occupare per primo nuove nicchie di mercato, come ci insegna la strategia "oceano blu".
In informatica la programmazione a oggetti permette di scrivere programmi nuovi utilizzando oggetti informatici precedenti, senza riscrivere tutto ogni volta, concentrandosi solo sul problema attuale e utilizzando le soluzioni di problemi e sottoàproblemi già risolta da altri o precedentemente.
L'open source condivide algoritmi e codici nella comunità degli utilizzatori, in modo che essi stessi possano contribuire a migliorare i programmi. Il reverse engineering o ingegneria al contrario parte dall'oggetto finito e lo decostruisce per capirne il funzionamento e la costruzione, e si usa in informatica per analizzare programmi di cui si è perso il codice sorgente, o malware, in manifattura per analizzare processi produttivi, in elettronica per comprendere schemi di circuiti o microchip. Il reverse engineering non è sempre legale. Le leggi variano a seconda del paese e del contesto. In generale, l'uso per scopi di ricerca, interoperabilità (per far funzionare due sistemi diversi insieme) o sicurezza è spesso consentito, mentre la riproduzione per violare brevetti o copyright è illegale. In linea con la cultura asiatica, anche l'industria copia prodotti e tecnologie occidentali migliorandoli e spesso superando gli originali o differenziandosi da essi. Distinct or estinct, dice Tom Peters, perché se si vuole avere un vantaggio competitivo bisogna fare prodotti popolari copiando l'esistente, ma aggiungere qualcosa che gli altri non hanno. Spingendo al massimo questa mentalità si arriva alla disruptive innovation, una innovazione dirompente che cambia le carte in tavola e rompe gli schemi. Esempi di questo tipo di innovazione sono la fotografia digitale che ha mandato in soffitta la fotografia analogica con pellicole e carte, le piattaforme di streaming che hanno reso obsoleti i supporti come DVD e CD, l'Iphone che ha trasformato il telefono cellulare e mandato in soffitta le fotocamere non professionali.
Quindi copiare come azione iniziale per superare la paura del foglio bianco, o raccogliere dati per conoscere bene la problematica, ma poi liberarsi da schemi mentali e abitudini e provare ad assumere punti di vista diversi per trovare nuove soluzioni, aiutandoci con metodologie come i sei cappelli per pensare di Edward De Bono.
Sulla problematica dell'uso delle immagini nel web e le normative sul diritto d'autore vedi Creatività open source vs. copyright chiuso: il dilemma del diritto d'autore digitale, pubblicato sulla rivista Caos Management.









Hi